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© Marta Roberti

MARTA ROBERTI

Self-portrait as a snail with pangolin haircut, 2020

Il disegno è il fulcro della pratica artistica di Marta Roberti (n. 1977), che declina anche in installazioni e video animati. Attraverso questi linguaggi, l’artista indaga il rapporto tra Oriente e Occidente, studiando e rielaborando miti e narrazioni arcaiche in chiave visiva. La sua ricerca si fonda sull’idea che “l’io” non abbia confini definiti e non sia esclusivamente umano, ponendo al centro un’idea di identità fluida e ibrida. Le sue figure, sospese tra umano e animale, evocano un senso di appartenenza transpecie e riflettono su una possibilità di identità espansa, che mette in discussione ogni rigida distinzione ontologica. Nell’opera l’artista rappresenta un corpo femminile nudo che imita la postura di una lumaca, evocando un gesto di difesa e vulnerabilità, ma anche di resistenza e trasformazione. La posizione, volutamente innaturale e fisicamente insostenibile per un corpo umano, è il risultato di un attento studio delle pose difensive assunte dagli animali minacciati. Il disegno diventa così uno strumento per esplorare i confini del corpo, della specie e dell’identità. L’autoritratto, in questo senso, assume la forma di un corpo altro (pangolino), che incarna la crisi, ma anche la possibilità di una nuova alleanza tra umano e non umano.

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