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© Elena Mazzi

ELENA MAZZI

Self-Portrait with a Whale Backpack, 2018

Attraverso una pratica artistica radicata in metodologie di ricerca antropologiche, Elena Mazzi (1984) affronta i punti di tensione delle società contemporanee. L’artista lavora spesso con comunità direttamente relazionate ai suoi temi di ricerca, per sviluppare strumenti multidisciplinari di azione collaborativa e di pensiero speculativo. In Self-Portrait with a Whale Backpack, Mazzi si autoritrae con uno “zaino-balena”, suggerendo il peso simbolico che la natura esercita sull’umanità e la responsabilità che l’essere umano dovrebbe assumersi nei confronti del mondo naturale. L’opera nasce da un incidente avvenuto durante un viaggio in Islanda, in cui l’artista ha riportato la frattura di alcune vertebre. Da quell’esperienza e dall’osservazione delle pratiche locali, come la raccolta delle ossa di cetacei per decorare i giardini, prende forma un autoritratto che intreccia memoria personale, paesaggio e mito. Nella fotografia, i segni dell’intervento chirurgico sono ancora visibili sul corpo dell’artista, che porta sulle spalle una grande vertebra di balena, simbolo concreto e poetico del suo percorso. L’opera si configura come una mappa sensibile della relazione tra essere umano e natura, tra trauma, rigenerazione e trasformazione.

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