

Foto © Paola Farfaglio
MARIA LAI

Fili di pietra, 1997
Maria Lai (1919-2013) è una delle figure più significative dell’arte italiana del Novecento, conosciuta per l’uso poetico e simbolico dei materiali tessili. La sua pratica artistica affonda le radici nella tradizione della sua terra natale, la Sardegna, da cui trae ispirazione non solo per i materiali, come fili, stoffe, telai e pani, ma anche per i contenuti legati alla memoria collettiva, al mito, alla ritualità e al sapere popolare. Attraverso il filo e il gesto del cucire, Lai ha elevato pratiche domestiche tradizionalmente femminili a linguaggio artistico, trasformandole in strumenti di emancipazione, memoria e resistenza, restituendo dignità a un sapere spesso marginalizzato. Il suo lavoro, profondamente radicato nella dimensione del sacro e nelle leggende popolari, sviluppa una riflessione intensa su temi come identità, appartenenza, memoria e relazione. Nell’opera, Fili di pietra, i fili intrecciati diventano metafora di legami, relazioni, memorie condivise, in piena sintonia con il suo celebre motto: “essere è tessere”, dove il filo, assume un valore simbolico universale, trasformandosi da strumento della tradizione femminile a veicolo di narrazione, connessione e costruzione del senso.