top of page

Identities Beyond orders

19 giugno – 21 luglio 2025

Istituto italiano di cultura

La prima tappa del progetto espositivo Identità Oltre Confine, a cura di Benedetta Carpi De Resmini, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale si è tenuta presso l’Istituto Italiano di Cultura di Berlino dal 19 giugno al 21 luglio 2025.

La scelta di Berlino come sede della mostra non è casuale: la capitale tedesca è stata selezionata dalla curatrice per il suo ruolo cruciale nella storia e nella cultura europea. Simbolo dei profondi processi di trasformazione che hanno attraversato il continente negli ultimi quarant’anni, Berlino rappresenta nel progetto un luogo emblematico per riflettere su come l’arte possa offrire uno sguardo critico e consapevole sui cambiamenti avvenuti dopo la caduta del Muro e le successive trasformazioni sociali.

Site-specific

Alcune artiste hanno realizzato interventi site-specific, come: Elena Bellantoni, Martina della Valle e Tomaso Binga. A Elena Bellantoni, per il suo legame con la città (Berlino) in cui ha vissuto a lungo e dove ha avviato le sue ricerche sul corpo e sul linguaggio, è stato chiesto di realizzare un’opera di poesia visiva a partire dal suo importante video The Fox and The Wolf: struggle for Power (2014), girato all’interno degli spazi della Farnesina. Nasce così per questa mostra Il Manifesto della Volpe, in cui il linguaggio si fa corpo e il corpo diventa spazio possibile di risoluzione del conflitto.

Martina della Valle, residente a Berlino da anni, completerà le opere della Collezione Farnesina con altre opere sempre legate al grande progetto Under the Sun of Onomichi, in particolare l’installazione di origami BLU Under the sun of Onomichi (2009), costituta da grandi origami realizzati con la tecnica della cianotipia, montati su metallo, che occupano lo spazio espositivo con una presenza imponente che contrasta con la leggerezza tipica degli origami stessi. Questa installazione riflette sulla fragilità del nostro ecosistema, messa a rischio dai danni provocati dall’uomo, come nel caso della bomba atomica, e rappresenta una meditazione sulla trasformazione, sulla memoria e sulla possibilità di rinascita.

Inoltre per ogni sede verrà selezionata una poesia visiva diversa dell’artista Tomaso Binga che sarà adattata agli spazi del luogo. Per la mostra di Berlino è stata scelta l’opera poetica “Natura Morta”, (1978) per il riferimento a “Monaco di Baviera”, dove l’elemento geografico diventa un simbolo storico e politico della divisione. La barriera si fa confine naturale, ma questa “natura” è ormai contaminata e il suo esito finale è la “morte”. Nel linguaggio, corpo e politica si fondono per denunciare le strutture di potere.

ELENA BELLANTONI

Il Manifesto della Volpe

Il Manifesto della Volpe ribadisce l’attenzione dell’artista al linguaggio come strumento critico, utilizzando giochi di parole per mettere in discussione e ridefinire le strutture del potere. In una mostra che indaga il conflitto tra uomo, natura e cultura, l’artista trasforma la scena del conflitto in una metafora globale delle relazioni contemporanee.

MARTINA DELLA VALLE

BLU (Under the sun of Onomichi), 2009

12 grandi origami (2009), realizzati con la tecnica della cianotipia, montati su metallo, occupano lo spazio espositivo con una presenza imponente che contrasta con la leggerezza tipica degli origami stessi. Disposti a terra, richiamano il gesto del maestro di origami colto nell’atto di lanciarli. Qui, l’origami diventa metafora del ciclo vitale: un perpetuo alternarsi di dissoluzione e rinascita.

ELENA BELLANTONI

Il Manifesto della Volpe

Il Manifesto della Volpe ribadisce l’attenzione dell’artista al linguaggio come strumento critico, utilizzando giochi di parole per mettere in discussione e ridefinire le strutture del potere. In una mostra che indaga il conflitto tra uomo, natura e cultura, l’artista trasforma la scena del conflitto in una metafora globale delle relazioni contemporanee.

bottom of page