top of page

Ecologie Instabili

Il percorso espositivo si articola in tre nuclei tematici che esplorano l’arte come forma di resistenza alle logiche di dominio politico e sociale (Radici di resistenza), alle dinamiche di sopraffazione del mondo naturale (Ecologie instabili) e, infine, come riflessione sulle trasformazioni dell’identità nell’era postumana (Geografie del distacco). Queste tre sezioni delineano un percorso concettuale e visivo che si muove dal corpo storico e politico verso dimensioni più fluide, ecologiche e immateriali, dove il corpo si dissolve.

Le opere della sezione Ecologie Instabili riflettono sulle crisi ambientali e sociali in atto, affrontando temi come il cambiamento climatico (Silvia Camporesi, Laura Pugno), lo sfruttamento delle risorse naturali e le disuguaglianze sistemiche. L’arte si fa strumento di consapevolezza e denuncia, mettendo in evidenza le connessioni profonde tra degrado ecologico (Elena Mazzi, Iginio De Luca) e ingiustizia sociale. Le artiste indagano anche le conseguenze dei conflitti geopolitici e culturali (Martina della Valle, Letizia Battaglia), restituendo prospettive complesse sugli effetti dei processi globali sul pianeta e sui suoi abitanti, ma anche sulle possibilità di resilienza, trasformazione e rigenerazione.

 

Progetto promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in collaborazione con Cities Art Projects 

 

FOOTER LOGHI.png

 

© 2026 by Identità Oltre Confine 

 

bottom of page