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IIC Vilnius

24 settembre - 3 novembre 2025

Istituto italiano di cultura

La seconda tappa del progetto espositivo Identità Oltre Confine, a cura di Benedetta Carpi De Resmini, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, si è tenuta presso l’Istituto Italiano di Vilnus dal 24 settembre al 3 novembre 2025.

Vilnius è stata scelta per il suo valore simbolico legato ai processi storici di trasformazione e riflessione su confini e ricostruzioni. Essa diventa un laboratorio culturale per esplorare i legami tra passato e presente, con un’attenzione particolare ai cambiamenti sociali e politici che hanno ridefinito la regione. Vilnius, infatti, con la sua stratificazione di culture e linguaggi, racconta l’Europa dell’Est e la sua metamorfosi: dal silenzio del regime alla pluralità della contemporaneità. La città si fa laboratorio di rinnovamento, luogo in cui la memoria non pesa ma germina, invitando a immaginare un futuro aperto e interdipendente.

Site-specific

Alcune artiste hanno realizzato interventi site-specific per la mostra di Vilnius. Elena Bellantoni presenta le maschere originali indossati nel video The Fox and The Wolf: Struggle for Power (2014), che trasforma il corpo in spazio di risoluzione del conflitto. 

Sarah Ciracì presenta per l'inaugurazione un video proiettato sulla facciata del cortile dell’Istituto: Like an Ocean With Its Waves… (2017) che rafforza l’indagine dell’artista tra l’umano e il sacro. Il lavoro, basato su una ripresa aerea del mare, mostra il moto delle onde che, sovrapponendosi, generano campi di interferenza da cui emergono visioni molteplici e stratificate.

Sempre per l’apertura l’artista Silvia Giambrone presenta la performance It Takes Two, che si lega all’opera in mostra, in cui voci diverse si alternano nella lettura di un testo originale da lei scritto. L’opera nasce da una riflessione sull’ambiguità del linguaggio, sulla sua natura sfumata e porosa, capace di definire confini ma anche di aprire possibilità inedite.

Infine, la poesia Sono Ecologica (1987) di Tomaso Binga viene allestita su parete e accompagnata dalla lettura sonora dell’artista, fruibile in cuffia, con traduzione in lituano. La poesia, in cui si intrecciano corpo, linguaggio e politica, può essere letta come una forma di resistenza. In un Paese che ha conosciuto occupazioni, resistenze e ricostruzioni, il corpo ecologico della poesia di Binga risuona con le storie di radicamento e identità del popolo lituano. La poesia si offre come un atto poetico di affermazione di sé attraverso il corpo e la terra. Un gesto critico, ironico e femminile, che invita a riscoprire la vulnerabilità come forma di forza e condizione per nuove forme di coesistenza.

SILVIA GIAMBRONE
It Takes Two

It Takes Two si lega all’opera in mostra (Mirror no. 34). La performance, in cui voci diverse si alternano nella lettura di un testo originale scritto dall'artista, nasce da una riflessione sull’ambiguità del linguaggio. Attraverso questo dispositivo performativo, Giambrone attribuisce al linguaggio un valore quasi metafisico, capace di trascendere il visibile e di attivare una dimensione intima e spirituale.

SARAH CIRACÌ

Like an Ocean With Its Waves… (2017)

La proiezione Like an Ocean With Its Waves… (2017) di Sarah Ciracì costituisce un invito profondo alla riflessione fra il rapporto fra uomo e mondo. Il lavoro, basato su una ripresa aerea del mare, mostra il moto delle onde e l'incessante increspatura dell'acqua: una potente metafora della mente in continuo movimento, delle immagini che la attraversano e della loro trasformazione incessante.

ELENA BELLANTONI

The Fox and the Wolf: Struggle for Power, 2014 (maschere originali)

Accanto all’opera The Fox and the Wolf: Struggle for Power, 2014 , sono esposte per la prima volta le due maschere del Lupo e della Volpe utilizzate dai ballerini di tango nella performance video. Oltre al gioco di forza, presente nell’opera, anche le maschere si sfidano in un gioco di potere, incarnando il dualismo tra i sessi e le tensioni tra natura e cultura.

TOMASO BINGA
Sono Ecologica, 1987

Nella poesia visiva Sono Ecologica l’artista rilegge l’ecologia, intrecciandone tematiche come corpo, linguaggio e politica. La poesia si offre come un atto poetico di affermazione di sé attraverso il corpo e la terra. Un gesto critico, ironico e femminile, che invita a riscoprire la vulnerabilità come forma di forza e condizione per nuove forme di coesistenza.

 

Progetto promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in collaborazione con Cities Art Projects 

 

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