top of page

Geografie del Distacco

Il percorso espositivo si articola in tre nuclei tematici che esplorano l’arte come forma di resistenza alle logiche di dominio politico e sociale (Radici di resistenza), alle dinamiche di sopraffazione del mondo naturale (Ecologie instabili) e, infine, come riflessione sulle trasformazioni dell’identità nell’era postumana (Geografie del distacco). Queste tre sezioni delineano un percorso concettuale e visivo che si muove dal corpo storico e politico verso dimensioni più fluide, ecologiche e immateriali, dove il corpo si dissolve.

Questa sezione invita a riflettere su come le attuali trasformazioni globali stiano ridefinendo in profondità il concetto di identità, sia personale che collettiva, mettendo in discussione il legame originario tra l’essere umano e la natura. Le opere in mostra raccontano un crescente senso di separazione dal mondo naturale, un distacco che alimenta crisi ecologiche e interiori, affrontato da alcune artiste con uno sguardo proiettato verso il futuro (Sarah Ciracì). In questo scenario in continuo mutamento, le artiste si fanno interpreti di un’identità in evoluzione, offrendo letture sensibili di come le connessioni planetarie modifichino il senso di appartenenza e trasformino tanto il nostro rapporto con la terra quanto la percezione stessa del sé (Gea Casolaro). I loro lavori tracciano mappe emotive di identità sospese tra radici e mutazioni culturali, rivelando le tensioni tra modernità, ambiente e individualità (Agnese Purgatorio). Alcune opere (Rä di Martino, Paola Gandolfi, Marta Roberti) mostrano corpi o automi sospesi tra umano e non umano: figure ibride che diventano metafore di un’identità fluida, capace di attraversare confini fisici e simbolici e di ridefinire continuamente il senso di chi siamo e dove apparteniamo.

 

Progetto promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in collaborazione con Cities Art Projects 

 

49.png

 

© 2026 by Identità Oltre Confine 

 

bottom of page