IIC La Valletta
17 Giugno - 16 Agosto 2026
MUŻA, the Malta National-Community Art Museum
Nato come percorso itinerante in tre tappe, il progetto si è progressivamente allargato configurandosi come uno spazio di riflessione sulle modalità attraverso cui le identità individuali e collettive si costruiscono, si trasformano e si ridefiniscono nel tempo, all’interno di una geografia che da sempre mette in relazione culture, lingue e visioni differenti.

Site-specific
Per la tappa di Malta sono previste degli interventi site-specific e una selezione di opere per arricchire il dialogo con il luogo che lo ospita. La poesia di Tomaso Binga selezionata per questa tappa è Rima di Mari, 2002, che in dialogo con l’isola di Malta e il suo legame con il Mediterraneo, da risonanza all’elemento del mare, alla sua intensità e al suo ruolo come luogo di transito e di ridefinizione identitaria.
Gea Casolaro espone l’opera Chi utilizza più lettere vince, 2019 invitando a riflettere attraverso la costruzione del significato la possibilità di un cambiamento culturale fondato sul dialogo e sull’apertura. Inoltre, presenta anche il video Prima che la notte duri per sempre, 2015 in cui affronta il tema dello sfruttamento petrolifero e delle conseguenze sull’ambiente esortando la necessità di un’azione collettiva prima che sia troppo tardi.
Il percorso espositivo è arricchito dall’opera Ammophila arenaria, 2025, di Laura Pugno un’anfora incisa con la figura dell’omonima pianta, fondamentale per la stabilità delle dune costiere. Opera che entra in dialogo con la costa maltese proponendo una riflessione sulla capacità rigenerativa e resistente della natura.

TOMASO BINGA
Rima di Mari, 2002
All’interno della sezione Radici di resistenza, è esposta anche la poesia visiva Rima di Mari, che assume un significato particolarmente intenso in relazione a Malta, perché dialoga direttamente con la condizione insulare del paese e con il Mediterraneo come spazio di attraversamento, incontro e attesa. Inoltre l’ultimo verso «PACE per TUTTI è giorno ... d'Attesa!!» assume una valenza simbolica specifica: Malta circondata dal mare e posta storicamente al crocevia tra Europa, Africa e Medio Oriente, l'isola diventa metafora di una soglia: un luogo che non appartiene a un'unica identità ma che vive nella relazione continua con l'altrove, quell’attesa che contraddistingue i luoghi “liminali”.
LAURA PUGNO
Ammophila arenaria, 2025
Nell’opera Ammophila Arenaria, incentrata sull’ecosistema costiero e sul ruolo della vegetazione dunale nella formazione e nella protezione dei litorali sabbiosi. L’opera assume particolare risonanza nel contesto espositivo di Malta, isola caratterizzata da una forte relazione con il paesaggio marino. Al centro del lavoro vi è un’anfora incisa con la figura dell’Ammophila arenaria, pianta fondamentale per la stabilità delle dune costiere. Il vaso presenta delle fratture dalle quali fuoriescono fili di sabbia che si accumulano a terra in piccoli mucchi distinti, evocando simbolicamente un processo di dispersione e perdita. Come una clessidra, lo svuotamento della sabbia attiva un ciclo continuo di pieni e vuoti, trasformando l’opera in una riflessione sulla fragilità degli ecosistemi e sulla loro progressiva alterazione.

© Julian Vassallo

© Julian Vassallo

© Julian Vassallo

© Julian Vassallo
GEA CASOLARO
Chi utilizza più lettere vince, 2019
Con Chi utilizza più lettere vince, Gea Casolaro riflette invece sul tema dell’accoglienza e delle migrazioni, mostrando come bastino due lettere per trasformare la parola “ostilità” in “ospitalità”. Attraverso un linguaggio semplice e immediato, l’opera suggerisce la possibilità di un cambiamento culturale fondato sul dialogo, sull’apertura e sulla capacità di considerare le nuove generazioni di immigrati come una risorsa vitale per la crescita e la trasformazione della società.











