

© Agnese Purgatorio

AGNESE PURGATORIO
Perhaps You Can Write to Me, 2015
Agnese Purgatorio (n. 1964), nata a Bari, si definisce da sempre “compresa tra Oriente e Occidente”, una posizione che riflette il cuore della sua ricerca. I temi della migrazione, del nomadismo e dei diritti delle minoranze sono al centro della sua pratica artistica, che si sviluppa a partire dalla fotografia e si estende a linguaggi come il collage, il video, l’installazione e la performance.
La pratica dell’artista si concentra su una riflessione poetica e politica sulla memoria e sull’esperienza collettiva. In Perhaps you can write to me utilizza un linguaggio performativo e fotografico per rappresentare la vita come nomadismo esistenziale, costruendo immagini in bianco e nero sospese e atemporali. Nel video omonimo, in cui l’artista appare legata come Ulisse all’albero maestro di una barca lungo la costa siciliana, il viaggio senza approdo diventa metafora della condizione del migrante, del rifiuto e dell’impossibilità di appartenenza, in un continuo ripartire che trasforma l’erranza in destino. Allo stesso modo nell’opera Nella Clandestinità, l’artista pone i migranti su una zattera a forma d’Italia, collocandoli ai margini per sottolinearne la condizione di solitudine ed esclusione. A guidarli è una figura femminile incinta, simbolo di futuro e cambiamento. L’opera restituisce un’immagine intensa e simbolica dell’umanità in movimento, rafforzata dall’uso espressivo del bianco e nero.